Bimbi-violenti, è bufera in Messico per un filmato choc a sfondo politico (da Il Corriere della Sera)

SI ACCENDE IL DIBATTITO IN VISTA DELLE PRESIDENZIALI DI LUGLIO

Un milione di clic su Youtube. I baby attori: «Basta lavorare per i vostri partiti e non per noi. Il Paese ha toccato il fondo»

MILANO – Trafficanti di droga, poliziotti corrotti, rapinatori. Dismettono i panni dei bambini e impugnano pistole, sigarette, mazzette di banconote fruscianti i protagonisti di un video-choc che anima un acceso dibattito, in Messico, in vista delle presidenziali del primo luglio. Il cortometraggio, dal titolo «Ninos incomodos» («Bambini scomodi») dell’organizzazione Nostro Messico del Futuro, utilizza baby-attori che mettono in scena azioni violente e delinquenziali per denunciare la grave situazione in cui si trova il Paese. Il video vuole essere un messaggio alla politica. Che i bambini chiamano per nome: «donna Josefina, don Andres Manuel, don Enrique, don Gabriel», dando disinvoltamente del tu ai candidati alle presidenziali. «Basta lavorare per i vostri partiti e non per noi; basta soluzioni calate dall’alto. È finito il tempo. Il Messico ha già toccato il fondo», recita una ragazzina, circondata da un gruppo di coetanei, rivolgendosi alla telecamera senza esitazioni.

UN MILIONE DI CLIC - Il video, in circolazione da martedì, ha già superato il milione di visite su Youtube ed è stato ripreso da emittenti tv e siti di notizie. Vari parlamentari e organizzazioni per la tutela dell’infanzia si sono scagliati contro il filmato, stigmatizzando l’impiego dei bambini, e hanno chiesto alle autorità di ritirarlo. I politici chiamati in causa hanno invece, diplomaticamente, appoggiato l’iniziativa. Il candidato del Pri Enrique Pena Nieto ha scritto su Twitter: «Appoggio il messaggio. Sento le stesse cose durante la campagna elettorale. È ora di rinnovare il Paese». Sempre «cinguettando» Josefina Vazquez Mota del Pan ha detto: «È un appello che non può restare inascoltato. Accetto la sfida, desidero unirmi a voi». Consensi anche dall’aspirante di Nuova Alleanza Gabriel Quadri e dal rappresentante delle sinistre, Lopez Obrador(penalizzato, nella tornata del 2006 vinta dal conservatore Felipe Calderon, da analoghe campagne sponsorizzate da gruppi imprenditoriali privati) – «è forte – ha detto – ma è la realtà».

IPOCRISIA - La rivista online Pulso Ciudadano si chiede: «Di chi la colpa, se non della stessa classe dirigente che plaude al video?». Segue la denuncia che dietro al «presunto movimento civile» Nostro Messico del Futuro – che nel suo sito si definisce come «un movimento sociale su scala nazionale, che ha convocato tutti i messicani per esprimere la propria visione sul Messico nel quale gli piacerebbe vivere» – ci sia, in realtà, il partito degli imprenditori, che preme per l’approvazione di «riforme strutturali» a favore dell’iniziativa privata. Finanziatore del video, sostiene il settimanale Proceso, sarebbe uno degli uomini più ricchi del Paese, Alberto Bailleres, presidente del consiglio d’amministrazione di GNP (Grupo Nacional Provincial), gruppo assicurativo che ha opromosso il video e che vanta un costante impegno sociale. Bailleres è una figura molto controversa: con una fortuna calcolata in 8 miliardi e mezzo di dollari e diverse operazioni finanziarie discutibili alle spalle, politicamente si rifa a idee di estrema destra e, secondoProceso, avrebbe abbiano guadagnato e speculato per decenni grazie ai mali della società messicana.

LA DENUNCIA - «Si evita accuratamente di parlare di salari dignitosi, di collusione tra imprese statali e capitali provati, di iniquo sfruttamento delle materie prime», sono le accuse. Che il Movimento rimanda al mittente: «Nostro obiettivo – sostengono gli attivisti – è raccogliere le opinioni dei cittadini messicani in un documento: il Decreto del Nostro Messico del Futuro, da inviare a tutti i candidati alle presidenziali». Una sorta di manifesto del buon governo, che viene dal basso. Per i Paese, un inedito esempio di «democrazia partecipativa».
È vero che il video non propone nulla, ma è anche vero che non è questo lo scopo. Che è solo la denuncia, e in questo i quattro minuti di durata del filmato riescono decisamente bene: non viene mai voglia di chiudere la pagina. E il sogno di garantire un futuro migliore ai nostri figli, «messo in scena» da bambini di 8-10 anni, risulta ben più di una mossa a effetto.

Antonella De Gregorio

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