Dino Buzzati (1906 – 1972)

Spezzone di un’intervista allo scrittore, giornalista e pittore bellunese Dino Buzzati; un documento video tratto dal programma “Incontro con Buzzati” dell’8 dicembre 1962.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
« Le storie che si scriveranno, i quadri che dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze e incomprensibili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell’uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell’atomica, dello sputnik, dei razzi intersiderali. E il giorno in cui quelle idiozie non si faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne. »
(Dino Buzzati da Il Mago)

Dino Buzzati

Dino Buzzati Traverso, conosciuto come Dino Buzzati (San Pellegrino di Belluno, 16 ottobre 1906Milano, 28 gennaio 1972), è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, librettista e pittore italiano.

Biografia

Dino Buzzati fotografato in Via Solferino (Milano), sede del Corriere della Sera

Dino Antonio Buzzati Traverso[1] nasce nella villa di famiglia presso San Pellegrino, località alle porte della città di Belluno. Il padre è Giulio Cesare Antonio Buzzati Traverso (1862-1920), celebre giurista veneziano proveniente da un’illustre famiglia bellunese, mentre la madre, Alba Jessica Mantovani (morta nel 1961), era di Venezia e imparentata con una famiglia del patriziato (i Badoer)[senza fonte]. È il terzo di quattro fratelli: gli altri sono Augusto (1903-?), Angelina (1904-2004) e Adriano Buzzati Traverso (1913-1983) (quest’ultimo diverrà poi un noto genetista). La famiglia Buzzati Traverso trascorreva le estati nella villa a Belluno e il resto dell’anno a Milano, dove il padre — docente di diritto internazionale — lavorava alla neonata Università Luigi Bocconi, dividendosi tra questa e l’insegnamento alla più antica Università di Pavia.

La villa di famiglia e la biblioteca, fondamentali nella formazione dello scrittore, meriterebbero una storia a parte. Nei primi anni della sua infanzia lo scrittore presentò una grande attenzione e sensibilità per le arti figurative e per la musica, imparando a suonare a dodici anni pianoforte e violino, abbandonando però in seguito gli studi. Connaturato alla crescita di Buzzati è anche l’amore per la montagna, che lo porterà a scalare e a sognare le montagne per tutta la vita. Dopo i primi anni, e dopo la morte del padre, a quattordici anni, Buzzati si iscrive al più rinomato liceo di Milano, il Parini, dove conoscerà Arturo Brambilla, che in seguito diventerà il suo migliore amico; i due si cimentarono anche in duelli di scrittura, da cui nacque la prima produzione letteraria dell’autore bellunese. Con lui inizierà una fitta corrispondenza che continuerà sino alla prematura morte di Brambilla, lasciando un vuoto incolmabile nella vita dello scrittore. La loro fitta corrispondenza durata tutta la vita verra’ pubblicata nel volume “Lettere a Brambilla”[senza fonte].

In questi anni Buzzati scopre l’interesse per la cultura egizia (nelle lettere con Brambilla si firmerà a lungo Dinubis) e per Arthur Rackham. Terminati gli studi superiori Buzzati inizia a mostrare le prime velleità letterarie iniziando a pensare di scrivere un romanzo, e si iscrive a giurisprudenza per assecondare le volontà della famiglia e per proseguire la tradizione (i due fratelli infatti avevano intrapreso strade diverse iscrivendosi l’uno a ingegneria e l’altro a biologia).

Nel 1928, poco prima di terminare gli studi universitari, entra, dopo un curriculum scritto con una splendida calligrafia, come praticante al Corriere della Sera del quale diverrà in seguito redattore, ed infine inviato. I suoi articoli al Corriere furono relativamente pochi, in quanto vi lavorò a lungo con l’importante qualifica di titolista (chi pensa ai titoli degli articoli). Sempre nel 1928 anno si laurea in giurisprudenza con una tesi dal titolo La natura giuridica del Concordato.

Nel 1933 uscì il suo primo romanzo, Bàrnabo delle montagne, al quale seguì dopo due anni Il segreto del Bosco Vecchio. Da entrambe le opere furono tratti film ad opera di registi italiani: il primo girato da Mario Brenta nel 1994, il secondo da Ermanno Olmi nel 1993.

Fra il 1935 e il 1936 si occupò del supplemento mensile La Lettura.

Il 9 giugno 1940 Buzzati pubblicò il suo più grande successo: Il deserto dei Tartari, scritto l’anno precedente (il titolo originale doveva essere La fortezza, poi fu cambiato su suggerimento di Leo Longanesi, che lo pubblicò da Rizzoli[2]), dal quale nel 1976 Valerio Zurlini trasse il film omonimo. In quegli anni Buzzati cominciava a dedicarsi ai suoi fortunati racconti brevi, talvolta pubblicati anche sulle pagine del Corriere. Accanto all’attività narrativa, Buzzati continuò la sua attività di giornalista: quando uscì Il deserto dei Tartari era inviato di guerra ad Addis Abeba per il Corriere. Il 25 aprile fu suo l’editoriale di commento alla Liberazione che uscì sulla prima pagina del Corriere con il titolo Cronaca di ore memorabili.

Nel 1946, Buzzati cambiò editore passando a Mondadori.

Nel 1949 fu inviato dal Corriere al seguito del Giro d’Italia, all’epoca la manifestazione sportiva più seguita nella penisola. Nello stesso anno Il deserto dei Tartari usciva in lingua francese, riscuotendo un lusinghiero successo. Nacque allora la popolarità di Buzzati in Francia.

Nel 1958 vince il Premio Strega con la raccolta Sessanta racconti.

Con un tono narrativo fiabesco, Buzzati affrontava temi e sentimenti quali l’angoscia, la paura della morte, la magia e il mistero, la ricerca dell’assoluto e del trascendente, la disperata attesa di un’occasione di riscatto da un’esistenza mediocre (Le mura di Anagoor, Il cantiniere dell’Aga Khan, Il deserto dei Tartari), l’ineluttabilità del destino (I sette messaggeri) spesso accompagnata dall’illusione (L’uomo che voleva guarire). Il grande protagonista dell’opera buzzatiana è proprio il destino, onnipotente e imperscrutabile, spesso beffardo (come ne Il deserto dei Tartari). Perfino i rapporti amorosi sono letti con quest’ottica di imperscrutabilità (Un amore)[3]. La letteratura di Buzzati appartiene al genere fantastico, anche se talvolta presenta vicinanze al genere horror.

Francobollo emesso nel 2006 che ne celebra il centenario della nascita

Fra i suoi ultimi scritti rientra I miracoli di Val Morel, pubblicato nel 1971 e non più ristampato. Il libro è una raccolta di finti miracoli, che nell’invenzione dell’autore sarebbero stati attribuiti a Santa Rita dalla tradizione popolare, e ispirati alla località di Valmorel di Limana.

Accanto all’attività di scrittore e giornalista, Buzzati si dedicava alla pittura (terrà con successo anche alcune mostre) e al teatro, dando vita a un sodalizio con il musicista e direttore di orchestra Luciano Chailly, curando personalmente anche le scenografie delle sue rappresentazioni. Interessanti le esperienze come sceneggiatore, che lo videro collaborare con Federico Fellini alla stesura de Il Viaggio di G. Mastorna, il progetto che il regista inseguì tutta la vita, e che non ebbe mai luce. Sempre per il cinema, e probabilmente per lo stesso Fellini, realizzò anche il racconto e trattamento “Se sono grasso che male c’è”, andato purtroppo disperso.[senza fonte]

Fu, da un certo punto di vista, un autore molto realistico che affrontava la gente con i temi della solitudine e dell’angoscia. Uno dei pochi in Italia a promuovere i canoni della letteratura fantastica.

Morì di tumore al pancreas (male che già causò il decesso del padre nel 1920) alla clinica “La Madonnina” di Milano il 28 gennaio 1972.

Le sue ceneri verranno disperse sulla Croda da Lago[4].

Dediche

A Buzzati sono stati dedicati:

Lo scrittore sudafricano J. M. Coetzee, premio Nobel nel 2003, si è ispirato alla trama de Il deserto dei Tartari per scrivere uno dei suoi capolavori, Aspettando i barbari, pubblicato nel 1980. Ancora oggi, grazie a un numero elevatissimo di traduzioni Buzzati è forse più famoso all’estero che in Italia.

Bibliografia

Seguono alcune delle principali opere di Dino Buzzati.

Romanzi

Raccolte

  • I sette messaggeri, Mondadori, Milano 1942
  • Paura alla Scala, Mondadori, Milano 1949
  • Il crollo della Baliverna, Mondadori, Milano 1954
  • Esperimento di magia: 18 racconti, Rebellato, Padova 1958
  • Sessanta racconti, Mondadori, Milano 1958, premio Strega
  • Egregio signore, Siamo spiacenti di… (con illustrazioni di Siné), Elmo, Milano 1960; con il titolo Siamo spiacenti di, Mondadori, Milano 1975
  • Il colombre e altri cinquanta racconti, Mondadori, Milano 1966
  • La boutique del mistero: trentuno storie di magia quotidiana, Mondadori, Milano 1968
  • Le notti difficili, Mondadori, Milano 1971
  • L’uccisione del drago e altri racconti, scelta e commento a cura di Domenico Manzella, Ed. scolastiche B. Mondadori, Milano 1968
  • Il deserto dei Tartari e dodici racconti, a cura di Ettore Mazzali, Ed. Scolastiche B. Mondadori, Milano 1970
  • Cronache terrestri, a cura di Domenico Porzio, Mondadori, Milano 1972
  • Il delitto all’italiana: diciotto cronache “nere” e undici disegni, prefazione di Franco Di Bella, Mondadori, Milano 1977
  • Romanzi e racconti, a cura di Giuliano Gramigna, Mondadori, Milano 1978
  • 180 racconti, Mondadori, Milano 1982
  • Cronache nere, a cura di Oreste del Buono, Theoria, Roma 1984
  • Il reggimento parte all’alba, Frassinelli, Milano 1985, 19962
  • Mi chiamo Dino Buzzati, 1988
  • Il meglio dei racconti, a cura di Federico Roncoroni, Mondadori, Milano 1989
  • Le montagne di vetro: articoli e racconti dal 1932 al 1971, a cura di Enrico Camanni, Vivalda, Torino 1989
  • Lo strano Natale di Mr. Scrooge e altre storie, a cura di Giulio Nascimbeni, Mondadori, Milano 1990
  • Il buttafuoco: cronache di guerra sul mare, Mondadori, Milano 1992
  • Opere scelte, a cura di Giulio Carnazzi, Mondadori “I Meridiani“, Milano 1998
  • La “nera” di Dino Buzzati, a cura di Lorenzo Viganò, 2 voll.: I. Crimini e misteri e II. Incubi, a cura di Lorenzo Viganù, Oscar Mondadori, Milano 2002
  • Le cronache fantastiche di Dino Buzzati, 2 voll.: I. Delitti e II. Fantasmi, a cura di Lorenzo Viganò, Mondadori, Milano 2003
  • Il panettone non bastò. Scritti, racconti e fiabe natalizie, a cura di Lorenzo Viganò, Mondadori, Milano 2004
  • I capolavori, Mondadori, Milano 2005
  • I fuorilegge della montagna. Uomini, cime, imprese, a cura di Lorenzo Viganò, Mondadori, Milano 2010

Teatro

  • Piccola passeggiata, 1942
  • La rivolta contro i poveri, 1946
  • Un caso clinico, 1953
  • Drammatica fine di un noto musicista, 1955
  • Sola in casa, 1958
  • Una ragazza arrivò…, 1959
  • Le finestre, 1959
  • L’orologio, 1959
  • Un verme al ministero, 1960
  • I suggeritori, 1960
  • Il mantello, 1960
  • L’uomo che andrà in America, 1962
  • L’aumento, 1962
  • La colonna infame, 1962
  • Spogliarello, 1964
  • La telefonista, 1964
  • La famosa invasione degli orsi in Sicilia, a cura di Gianni Colla, 1965
  • La fine del borghese, 1966
  • Teatro, Mondadori, Milano 2006 (raccolta)

Libretti

  • Ferrovia soprelevata: racconto musicale in sei episodi, Ed. della Rotonda, Bergamo 1955 (musica di Luciano Chailly)
  • Procedura penale, Ricordi, Milano 1959 (musica di Luciano Chailly)
  • Il mantello: opera in un atto, Ricordi, Milano 1960 (musica di Luciano Chailly)
  • Era proibito, Ricordi, Milano 1961 (musica di Luciano Chailly)
  • Battono alla porta, Suvini-Zerboni, Milano 1963 (musica di Riccardo Malipiero), Premio Italia

Altro

  • Il libro delle pipe, con Eppe Ramazzotti, Antonioli, Milano 1946; Martello, Milano 1966; Giunti, Firenze 1986
  • In quel preciso momento, Neri Pozza, Venezia 1950, 19552 e 19633
  • Il postino di montagna, 1951 (testo per un documentario di Adolfo Baruffi)
  • Le storie dipinte, a cura di Mario Oriani e Adriano Ravegnani, All’insegna dei re magi, Milano 1958
  • Poema a fumetti, Mondadori, Milano 1969
  • I miracoli di Val Morel, prefazione di Indro Montanelli, Garzanti, Milano 1971
  • Congedo a ciglio asciutto di Buzzati, inediti, a cura di Guido Piovene, 1974
  • I misteri d’Italia, Mondadori, Milano 1978
  • Dino Buzzati al Giro d’Italia, a cura di Claudio Marabini, Mondadori, Milano 1981
  • Lettere a [Arturo] Brambilla, a cura di Luciano Simonelli, Mondadori, Milano 1985
  • Bestiario, Mondadori, Milano 1991
  • La mia Belluno, a cura della Comunità Montana Bellunese – Assessorato alla cultura, 1992
  • Buzzati racconta: storie disegnate e dipinte, a cura di Maria Teresa Ferrari, Electa, Milano 2006
  • Far pubblicare un romanzo è più difficile o più facile di una volta, Henry Beyle ed., Milano 2011
  • Luca Steffenoni. Buzzati e la cronaca nera in: “Nera. Come la cronaca cambia i delitti”. 2011, casa editrice San Paolo, ISBN 978-8821571985

Film tratti da opere di Buzzati

Opere dedicate a Dino Buzzati

Voci correlate

Collegamenti esterni

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